Se utilizzi Bitcoin, saprai che ogni transazione è pubblica e tracciabile sulla rispettiva blockchain.
Questo significa che chiunque può analizzare i movimenti di fondi tra indirizzi, mettendo a rischio la privacy finanziaria degli utenti.
CoinJoin è una tecnica di privacy Bitcoin ideata per risolvere questo problema unendo più transazioni in una sola, rendendo molto più difficile collegare input e output ad uno specifico utente.
In questo articolo, vediamo tutto ciò che c’è da sapere.
DISCLAIMER:
La privacy su Bitcoin è molto più di fare un coinjoin.
Se vuoi approfondire l’argomento per bene, ti suggerisco vivamente di prendere una copia del manuale su autocustodia e privacy di Bitcoin.
Cos’è CoinJoin e perché è importante per la privacy Bitcoin
CoinJoin è una tecnica che consente a più utenti di combinare le proprie transazioni in un’unica transazione collaborativa che viene registata sulla blockchain di Bitcoin.

Questo processo mescola gli input e gli output di ciascun partecipante, rendendo difficile per chiunque ricostruire il percorso dei bitcoin tra i vari indirizzi coinvolti.
Le blockchain sono pubblicamente visibili e trasparenti: ogni transazione, indirizzo e importo sono quindi visibili a tutti.
Con specifiche tecniche ed euristiche della analisi on-chain è quindi possibile collegare degli importi all’identità reale di una persona.
Questo può compromettere la propria privacy, perché analizzando i dati è possibile risalire ai movimenti finanziari e quindi al patrimonio di un individuo.
La privacy on-chain è quindi fondamentale per proteggere l’identità e le proprie attività economiche in BTC.
Coinjoin è stato proposto da Gregory Maxwell, uno dei primi programmatori a lavorare sul protocollo Bitcoin.
Come funziona CoinJoin: meccanismo e tecnologie coinvolte

Il processo inizia con la selezione degli UTXO (Unspent Transaction Output) da parte dei partecipanti, che vengono poi aggregati in un’unica transazione collaborativa.
Ogni utente firma digitalmente questa transazione con la propria chiave privata rendendo possibile avviare il coinjoin.
Quando il processo è terminato, la transazione finale appare come una normale transazione che però mostrerà molteplici output indistinguibili tra loro e di importi identici.
Questo processo rende impossibile associare con certezza ogni input al rispettivo output, confondendo qualsiasi osservatore esterno.
Di conseguenza, sarà impossibile associare l’output ad una specifica entità.
Tuttavia, ci sono degli accorgimenti da conoscere, di cui parleremo dopo.
È importante capire inoltre che la tecnica del Coinjoin si distingue dai mixer centralizzati tradizionali, che richiedono di affidare i propri fondi a un intermediario di cui fidarsi.
Invece, il CoinJoin è un protocollo collaborativo dove ogni partecipante conserva il controllo diretto dei propri bitcoin durante tutto il processo di mixaggio.
Vantaggi e rischi di usare CoinJoin
Utilizzare CoinJoin porta numerosi vantaggi in termini di privacy.
- Rende più difficile tracciare le transazioni
- Migliora la privacy generale dell’utente e della rete
- Incrementa la privacy post-acquisto se effettuata con KYC
- Migliora la fungibilità dei bitcoin
Tuttavia, ci sono anche alcuni rischi e limitazioni da considerare.
- Bisogna gestire correttamente eventuali resti (change) delle transazioni
- Le transazioni CoinJoin hanno commissioni più alte rispetto a una transazione normale
- Possono esservi tempi di conferma più lunghi
- Alcuni servizi di compravendita possono segnalare o rifiutare i fondi coinjoinati
Entriamo nel dettaglio
Benefici in termini di privacy e anonimato
CoinJoin ostacola efficacemente la chainanalysis tradizionale, rendendo molto più difficile collegare input e output di una transazione.
Questo protegge la privacy degli utenti, ed è particolarmente utile nel caso si voglia riacquisire privacy dopo acquisti con l’identità in chiaro.
Inoltre, migliorando la fungibilità, CoinJoin rende le monete indistinguibili ed evita che alcune vengano bloccate o discriminate a causa della loro storia.
Questi meccanismi hanno anche un impatto positivo sulla privacy collettiva della rete Bitcoin.
Attenzione però:
Sebbene il mescolamento di UTXO migliora significativamente la privacy, non garantiscono un anonimato totale.
Limiti e rischi pratici
Tra i limiti pratici legati all’uso di CoinJoin ci sono sicuramente le commissioni più elevate e tempi di conferma più lunghi.
Infatti, oltre alle normali commissioni della transazione, ci sarà da pagare una commissione al coordinatore del coinjoin.
Inoltre, le tempistiche di conferma di una transazione saranno più lunghe, poiché servirà che più utenti partecipino al round di mixing.
Un altro aspetto importante è la gestione del resto che può derivare dal round di mixing. Se gestito malamente, può compromettere la privacy guadagnata con l’operazione.
Oltre a questo, alcuni exchange potrebbero monitorare e segnalare fondi provenienti da CoinJoin, potenzialmente bloccandoli o chiudendo i conti degli utenti.
Le normative sulla privacy finanziaria variano da paese a paese, e in alcune giurisdizioni l’uso di tecniche di mixing può essere soggetto a limitazioni o interpretazioni legali sfavorevoli.
Varianti di CoinJoin e strumenti correlati
Esistono diverse implementazioni di CoinJoin che differiscono per modelli di coordinamento e funzionalità. I principali sono i seguenti:
- JoinMarket: in questa implementazione si crea un mercato dove le persone possono portare degli UTXO e metterli a disposizione per realizzare dei coinjoin. In questo caso però non c’è un coordinatore centrale. Sicuramente l’implementazione più decentralizzata ma anche la più ostica.
- WabiSabi: utilizzato dal famoso privacy wallet Wasabi. Migliora la privacy e l’efficienza attraverso un coordinatore centralizzato ma non custodial. Il coordinatore di default è zkSNACKS (l’azienda dietro wasabi) ma si può cambiare.
- PayJoin: una forma speciale di coinjoin che appare come una normale transazione Bitcoin. Noto anche come P2EP (Pay-to-EndPoint), questa speciale transazine ha l’effetto di nascondere gli importi scambiati. È implementato però da pochi portafogli.
- Whirlpool: Implementato all’epoca da Samourai wallet e Sparrow, ma ormai non più disponibile dopo le faccende giudiziarie che hanno coinvolto il team di Samourai.
La scelta tra questi strumenti dipende da variabili come competenze, velocità, privacy, costi e livello di esperienza dell’utente.
Come eseguire un CoinJoin
Per eseguire un CoinJoin, la prima cosa da fare è installare un portafoglio affidabile che lo supporti.
Purtroppo, pochi lo fanno.
Il principale e più facile da usare è Wasabi Wallet.
Le altre implementazioni, come Joinmarket, presuppongono un nodo e qualche competenza tecnica. Puoi vedere altri sistemi qui.
In generale, il procedimento è il seguente:
- Apri il wallet
- Seleziona l’importo che vuoi mixare
- Avvia un round (il wallet ti metterà in coda)
- Attendi che altri utenti si uniscano
- Firma la tua parte della transazione
- Una volta firmata da tutti, viene inoltrata e il round terminato
Considerazioni pratiche e consigli per massimizzare la privacy
Per sfruttare al massimo i benefici di CoinJoin, è importante conoscere e studiare le best practice per la privacy in Bitcoin. Ad esempio:
- Evita di unire i resti di un coinjoin con altri UTXO
- Evita il riutilizzo degli indirizzi
- Esegui le operazioni sempre sotto Tor (Wasabi wallet lo usa direttamente)
- Etichettare e fare coin selection dei propri BTC
Il modo migliore per avere e mantere privacy su Bitcoin
Un errore comune è credere che basti qualche strumento o magari un mixing per avere privacy su Bitcoin. Lascia che te lo dica…
Non è così.
Migliorare la propria privacy richiede in primis un cambio di mentalità.
Oltre agli accorgimenti più tecnici, come i coinjoin, serve adottare comportamenti che tutelino la tua privacy.
Quindi la prima cosa da fare è acquisire consapevolezza sulle dinamiche in gioco e i fattori che possono compromettere la tua confidenzialità.
Un esempio su tutti è fare attenzione ai dati che lasci online. Specialmente nel caso di acquisti che riguardano l’autocustodia di bitcoin, vale la pena accollarsi qualche noia in più pur di tutelare i propri dati.



