Comprare Bitcoin conviene? 10 motivi (e 5 rischi da valutare)

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Se sei qui probabilmente ti stai chiedendo se comprare Bitcoin conviene.

Il delicato momento nel mondo finanziario e geopolitico sta spingendo sempre più persone a valutare un investimento in Bitcoin.

Dopo anni di esperienza nel settore, ho preparato una disamina delle migliori argomentazioni per decidere se investire in Bitcoin conviene.

Per tenere un approccio bilanciato, però, ho elencato anche i rischi da considerare per un investimento in BTC.

Disclaimer:

Io non sono un consulente finanziario e questo post non è un invito all’investimento.

10 motivi per cui comprare Bitcoin oggi conviene

I motivi che rendono un investimento in Bitcoin conveniente si basano su due dimensioni:

  • Le proprietà della tecnologia Bitcoin e le sue possibilità di sviluppo
  • La natura di moneta sana in un contesto finanziario inflazionistico e instabile

È ormai chiaro che le caratteristiche di Bitcoin lo rendono un asset interessante per proteggere i propri risparmi.

Statisticamente, inoltre, tenere l’asset nel portafoglio per un lungo periodo coincide con una crescita del valore, e quindi del patrimonio investito.

Vediamo quindi 10 motivi per cui comprare Bitcoin conviene.

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Motivo #1: Proteggerti dall’inflazione

Molti governi e banche centrali dichiarano apertamente di voler sostenere la crescita economica mantenendo l’inflazione intorno al 2% annuo.

Sebbene sembri una soglia rassicurante, il potere d’acquisto del tuo capitale si riduce del 2% ogni anno.

In aggiunta, devi valutare l’effetto composto, spesso citato da Warren Buffet come uno dei meccanismi più potenti nella costruzione di ricchezza nel lungo periodo.

In questo caso però gioca a tuo sfavore.

Quel 2% si accumula ogni anno, distruggendo il potere d’acquisto dei tuoi risparmi sistematicamente.

Perdita potere d'acquisto nel tempo con inflazione al 2%

Bitcoin non è un asset inflazionabile poiché ne esiste una quantità limitata.

Per questo, è una tipologia di asset che ti protegge dall’inflazione.

Motivo #2: Controllo assoluto sull’asset

Bitcoin permette al titolare di essere il solo ad avere controllo sul proprio asset.

Contrariamente al denaro depositato in banca (in mano ad un intermediario a cui legalmente viene ceduta la proprietà) Bitcoin permette sovranità assoluta al proprietario.

Questa straordinaria qualità è uno dei principali motivi per cui Bitcoin ha valore.

È importante notare, per onestà intellettuale, che il titolare ne diventa così unico responsabile e gestore del rischio.

Motivo per cui, prima di investire in Bitcoin, è bene conoscere le dinamiche della custodia in autonomia.

Motivo #3: Potenziale di adozione globale

Secondo uno studio condotto da Triple-A, oltre 500 milioni di persone detengono criptovalute.

Un dato che testimonia la necessità è il potenziale di strumenti come Bitcoin, la criptovaluta in assoluto più diffusa e capitalizzata.

L’accesso al sistema bancario tradizionale dipende da requisiti geografici, documentali e normativi.

Milioni di persone nel mondo non possono accedere ai servizi finanziari di base semplicemente perché non soddisfano criteri locali o non rientrano nei circuiti accettati.

Bitcoin nasce con un’impostazione radicalmente diversa, ossia di infrastruttura aperta, pubblica e permissionless.

Non è legata a una giurisdizione specifica e non distingue tra utenti in base al Paese di origine.

Per utilizzarlo servono:

  • una connessione internet
  • uno smartphone o PC
  • un wallet

Bitcoin è accessibile praticamente in ogni paese del mondo e sta riscuotendo molta adozione particolarmente nei paesi in via di sviluppo, come El Salvador che ne ha fatto valuta ufficiale nel 2021.

Può essere acquistato, scambiato o utilizzato attraverso piattaforme locali e internazionali. Può essere gestito in autonomia, su una rete attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

Motivo #4: Investimento per conservare valore nel lungo periodo

Comprare Bitcoin conviene perchè è uno store of value come l'oro. Esempio di svalutazione del dollaro vs oro
Dollari necessari a comprare un’oncia d’oro nel 2020 e nel 1933

Nel 1933 un’oncia d’oro aveva un prezzo ufficiale di poco superiore ai 20 dollari. Nel 2024, la stessa oncia d’oro ha i $3000.

Questo dato indica chiaramente come il dollaro abbia perso potere d’acquisto.

Al contrario, l’oro ha acquisito valore, così come Bitcoin negli ultimi anni.

Chi investe in Bitcoin non valuta necessariamente la performance futura ma la capacità di conservare valore nel tempo.

Comprare Bitcoin conviene per chi desidera investire nel lungo periodo in un asset scarso, globale e non soggetto a espansione monetaria.

Anche l’oro appartiene a questa categoria, sebbene ci siano differenze fondamentali tra i due.

Comparazione tra oro e Bitcoin
Differenze principali tra oro e Bitcoin

Motivo #5: Neutralità geopolitica

Bitcoin è un’infrastruttura monetaria geopoliticamente neutrale.

Non appartiene a uno Stato, non è emesso da una banca centrale e non rappresenta la politica economica di alcun Paese.

Un investimento in Bitcoin conviene perché la neutralità riduce il rischio sovrano presente nelle valute nazionali.

Questo è uno dei motivi che spiega la curva di adozione di Bitcoin.

Diversi studi mostrano un andamento simile all’espansione di Internet.

Le stime più recenti sostengono che gli utenti Bitcoin raggiungeranno 1,1 miliardi entro il 2030.

Motivo #6: Diversificazione del portafoglio

La diversificazione di portafoglio professionale combina asset con caratteristiche economiche differenti, in modo da ridurre il rischio di rendimenti negativi.

Ciascuna componente di un portafoglio di asset diversificato svolge una funzione specifica. Ad esempio:

  • crescita
  • stabilità
  • copertura
  • protezione dall’inflazione

Bitcoin è quindi adottato come classe di asset con proprietà uniche che si inserisce bene in un portafoglio misto.

Gli investitori istituzionali detenevano 27,4 miliardi di dollari in ETF Bitcoin nel Q4 del 2024 (un allocazione in portafoglio solitamente tra 1-5%).

Comprare Bitcoin conviene quindi se si vuole inserire nel proprio portafoglio un elemento complementare.

Valutando orizzonte temporale, tolleranza al rischio e obiettivi patrimoniali.

Motivo #7: Stabilità del sistema

L’andamento storico del Bitcoin mostra come la volatilità del prezzo diventa sempre meno marcata, con un trend di crescita del prezzo.

Oltre al prezzo però, gli investitori apprezzano la stabilità del protocollo.

Michael Saylor, ha spiegato il motivo dei suoi investimenti milionari in Bitcoin con Microstrategy:

Sai cosa deve avere un asset per convincerti ad investire 500 milioni di dollari? …nessuna sorpresa”. – Michael Saylor

Continuare a considerare BTC un investimento estremamente rischioso è una valutazione dettata dalla paura del nuovo o dall’ignoranza.

Motivo #8: La moneta nativa di Internet

Magic internet money.

Il Bitcoin viene spesso definito ‘moneta magica di internet’ perchè è la valuta nativa di internet. Cosa significa?

Per la prima volta, la moneta viaggia su un canale di comunicazione. La stessa infrastruttura sulla quale si muovono dati ora può muovere denaro

Interessante no?

Motivo #9: Asset limitato a 21 milioni di unità

La tesi d’investimento in Bitcoin si fonda anche sul fatto che è un asset dall’emissione scarsa, prestabilita ed immutabile.

In economia, la scarsità è una condizione fondamentale per l’attribuzione di valore.

Alcuni esempi sono l’oro o il petrolio.

Entrambi asset scarsi e difficili da produrre.

Nel caso di Bitcoin, il protocollo stabilisce un limite massimo di 21 milioni di unità.

L’unicità sta nel fatto che questo limite non è è una promessa politica, ma una regola matematica codificata nel protocollo e validata da un network di migliaia di nodi.

L’emissione segue inoltre un ritmo predeterminato e decrescente nel tempo.

Questa proprietà conferisce valore e si contrappone al denaro governativo fiat, la cui offerta può espandersi in funzione delle politiche monetarie.

Un bene replicabile senza limiti tende a perdere potere di conservazione nel tempo. Un bene con offerta limitata e prevedibile può invece svolgere una funzione di riserva.

Motivo #10 – Investire in una tecnologia aperta

Bitcoin è una tecnologia aperta sulla quale chiunque può innovare.

Le più grandi aziende del secolo come Amazon, Facebook, Google e Netflix sono nate in settori non regolamentati e quindi proni all’innovazione.

Bitcoin viene definita la moneta di internet.

La rete Bitcoin consente di trasferire unità monetarie utilizzando un protocollo informatico, senza richiedere autorizzazioni da intermediari.

La crescita di Bitcoin è legata anche a questo aspetto strutturale: una moneta progettata per operare nativamente online.

Aspetto ancora più importante con la diffusioni di agenti AI che possono comunicare e scambiare denaro tra loro, come nel caso di questo agente AI che ha configurato una VPS usando autonomamente Bitcoin su Lightning Network.

I rischi da considerare prima di compare Bitcoin

Fino a qui hai visto i principali motivi per cui investire in Bitcoin conviene.

Per essere accurati e neutrali, prendiamo adesso in considerazioni i rischi più concreti da valutare su Bitcoin. Vedremo anche come mitigarli.

Volatilità del prezzo

La volatilità di Bitcoin si assottiglia sempre di più col passare degli anni. Tuttavia, è un fattore da considerare prima di investire.

Il valore del mercato di Bitcoin è ancora piuttosto piccolo quindi oscillazioni di prezzo sensibili (verso l’alto o verso il basso) sono da preventivare e sono frequenti se paragonati alle valute nazionali.

Tuttavia, dalla sua nascita ad oggi il trend è positivo.

Questo significa che puoi mitigare il rischio considerando il Bitcoin come un qualcosa che vuoi conservare per lungo tempo e a cui vuoi ricorrere solo in caso di emergenze.

Entrando in questa ottica d’idee, le oscillazioni di prezzo non ti riguarderanno più perchè sarai orientato nel lungo periodo con lo scopo di ritrovare il valore investito o trovarne di più.

Una moneta migliore del Bitcoin

Un’obiezione ricorrente alla tesi d’investimento su Bitcoin è che potrebbe emergere un’alternativa superiore.

Il rischio teorico esiste poiché nessun asset è immune da sostituzione tecnologica.

Una prima ipotesi è una valuta digitale emessa da banca centrale (CBDC) che rappresenterebbe una forma digitale della moneta fiat esistente.

Dal punto di vista strutturale, però, non modificherebbe l’architettura del sistema monetario e le sue caratteristiche inflazionistiche.

Pertanto, una CBDC non replica le proprietà fondamentali di Bitcoin e non andrebbe a sostituirlo.

Un’altra ipotesi, invece, sarebbe un ritorno ad uno standard aureo.

In questo scenario, l’espansione monetaria sarebbe teoricamente più vicino alla logica di scarsità di Bitcoin.

In aggiunta, l’oro possiede una storia millenaria come riserva di valore.

Tuttavia,  l’oro presenta i limiti che ne hanno impedito la permanenza nel sistema monetario globale:

  • Costi elevati di custodia e trasporto
  • Difficoltà di verifica
  • Offerta non rigidamente deterministica

Inoltre, il ripristino di uno standard aureo globale richiederebbe un coordinamento politico internazionale di ampia portata.

Scenario pressoché impossibile.

Bisogna aggiungere poi che il Bitcoin presenta caratteristiche che l’oro non ha e che sono più adatte alla società digitalizzata in cui viviamo.

La regolamentazione

Un altro rischio rispetto alla convenienza di un investimento in BTC è la regolamentazione.

Uno Stato può limitarne l’uso o vietarlo localmente.

Non può però spegnere la rete, che è globale e distribuita.

Un divieto di possesso sarebbe più incisivo ma comporterebbe costi economici e conseguenze sociali rilevanti.

In uno scenario tale, capitale, imprese e competenze si sposterebbero verso giurisdizioni più favorevoli.

Inoltre, con l’aumento dell’esposizione di aziende quotate e fondi regolamentati, un attacco normativo aggressivo avrebbe impatti sui mercati finanziari e l’interesse degli investitori sullo stato stesso.

L’unico scenario realmente risolutivo sarebbe un coordinamento globale stabile e simultaneo.

Anche questo scenario quindi è molto complesso.

Il rischio esiste, quindi, ma va valutato considerando la natura del protocollo e la competizione tra giurisdizioni.

Hacking o Bug nel protocollo

Essendo un software, un altro rischio da considerare con Bitcoin è quello di un hack o un bug nel sistema.

Nei primi anni la rete era più fragile e sono emerse criticità ormai corrette.

Inoltre, Bitcoin è un protocollo open source sottoposto a verifica e scrutinio continuo su scala globale.

Oggi la rete Bitcoin è tra le più robuste al mondo in termini di sicurezza computazionale.

Statisticamente, il rischio reale per un investitore non è l’hack del protocollo quanto errori di custodia come la perdita delle chiavi private o fallimenti degli exchange che custodivano i fondi.

Questo rischio si può mitigare studiando come conservare Bitcoin in sicurezza.

Quando conviene comprare Bitcoin? La risposta sta a te

A questo punto sai dire se ti conviene comprare Bitcoin.

Il prezzo di BTC nel breve periodo è imprevedibile e cercare il punto minimo perfetto è impossibile.

La decisione non dovrebbe partire dal grafico, quanto dal ruolo che vuoi assegnargli per il tuo patrimonio.

4 risposte

  1. Complimenmti per il lavoro che state facendo in questo sito. Immagino che tu/voi abbiate qualche Bitcoin 🙂
    La mia domanda è relativa alla tassazione. Ho letto che negli USA i BTC sono già tassati.
    Potrebbe succedere al più presto anche in Italia e in Europa, secondo te?

    1. Ciao Mikael,

      L’argomento tasse è al di fuori dello scopo del sito e ti direi di consultare un professionista specializzato in materia. Onestamente non so come funzioni negli USA. In Italia (come tanti altri paesi) sicuramente viene tassato il capital gain se vendi. In Italia dovresti anche dichiarare i BTC o le crypto che possiedi contestualmente alla dichiarazione dei redditi, se sopra una certa soglia. Per come la vedo io, presto o tardi tutti i paesi con grandi debiti pubblici inizieranno a chiedere la loro parte. Considera però che esistono paesi (in EU e fuori EU) dove non ci sono obblighi dichiarativi e regimi fiscali molto più semplici. Perciò, se ti preoccupa il rapporto tra te e lo stato in cui risiedi, probabilmente dovresti iniziare a valutare qualche alternativa. Spero di averti aiutato.

      Fabio

      1. quindi anche da noi bisogna dichiararli. Non lo sapevo.
        Ad ogni modo con un cold wallet e acquistandoli peer-to-peer e
        con degli accorgimenti eventuali si potrebbe eluderli, o no?
        Fabio, non ti voglio compromettere 😉 grazie

        1. Ciao Mikael,

          L’elusione è una terribile idea. Ma sono tutte scelte di cui sarai il solo responsabile.

          Il mio consiglio è di rispettare la legge del paese in cui vivi e di consultare un professionista serio per le tue valutazioni fiscali. Se vivi in Italia, posso anche indicarti dei professionisti seri che sapranno aiutarti. Anziché andare contro la legge, se uno non è soddisfatto del rapporto con lo Stato in cui vive, credo sia meglio valutare l’espatrio in giurisdizioni dove non ci sono obblighi dichiarativi e regimi fiscali più amichevoli.

          Fabio

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