Cos’è l’Hashrate di Bitcoin e Cosa Indica

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L’hashrate è la misura della potenza di calcolo destinata ad una rete. Con hashrate di Bitcoin si intende la potenza di calcolo collettiva dei minatori che cercano di estrarre nuove monete con il mining.

L’hashrate viene misurato in hash per secondi (H/s) e viene anche detto hashpower o hashing power.

Ad esempio, se il network ha un hash rate di 1 TH/s, significa che è in grado di realizzare un bilione di calcoli al secondo.

L’hash-rate di Bitcoin è un dato dinamico dal momento che dipende dalla potenza destinata al mining di Bitcoin. Maggiore è l’hashrate, maggiore è la sicurezza della rete verso attacchi esterni. Attualmente, la potenza della rete è intorno ai 376.282 Ehash/s e puoi monitorarla su diversi siti (1).

Cosa indica l’hashrate di Bitcoin?

L’hashrate di Bitcoin mette in evidenza diverse informazioni sulla salute della rete. Ecco gli aspetti più rilevanti che emergono da questi dati:

Potenza di un miner

L’hashrate indica quanti hash al secondo servono ad un minatore per creare bitcoin. Questo processo si basa sulla Proof of Work (PoW) e richiede dei calcoli complessi per risolvere i puzzle crittografici legati alla creazione dei blocchi. Data l’intensità computazionale del calcolo, servirà una potenza proporzionale per creare blocchi con successo e riscuotere bitcoin.

Il mining di Bitcoin oggi richiede hardware specializzato. Nel 2009, quando Bitcoin fu lanciato, questa attività era accessibile a chiunque avesse un computer.

Con l’evoluzione della rete ed il successo di Bitcoin, l’hashrate è andato crescendo, richiedendo quindi macchinari più potenti e via via più specifici per svolgere l’attività. Si è passati dalle schede grafiche (GPU), alle schede FPGA e infine agli ASIC, dei dispositivi specialistici per il mining.

Sicurezza della rete

Un informazione meno intuitiva ma rilevante dell’hash rate di Bitcon è il suo stato di sicurezza. Un hashrate basso indica una rete fragile e facile da attaccare. Ad esempio, se un attaccante volesse condurre un attacco, dovrebbe controllare più del 51% dell’hashrate globale per controllare la rete. Questo è l’attacco più pericoloso per una blockchain. Tuttavia, diventa economicamente sconveniente al crescere dell’hashrate del network.

Nota che questo ragionamento vale solo per le criptovalute che seguono l’algoritmo di consenso Proof of Work.

Difficoltà del mining

Maggiore è l’hashrate nella rete Bitcoin, più difficile sarà per i miner creare nuovi blocchi e di conseguenza estrarre la criptovaluta.

Ogni 2016 blocchi, la difficoltà del mining di bitcoin si aggiusta sulla base della potenza collettiva della rete. In Bitcoin, i blocchi vengono creati mediamente ogni 10 minuti. Se il tempo medio di creazione di un nuovo blocco è inferiore ai 10 minuti, il parametro della difficoltà salirà. Al contrario, se il tempo medio di creazione di un nuovo blocco è superiore ai 10 minuti, la difficoltà di creazione di nuovi bitcoin scenderà.

L’hash rate viene quindi utilizzato dal protocollo Bitcon per mantenere l’attività complessa e dispendiosa, in armonia con le logiche dell’halving.

Redditività del mining

Il calcolo dell’hashrate permette il calcolo economico ai singoli miner.

Quando nuovi miner si aggregano alla rete, l’hash rate salirà e così la difficoltà necessaria a creare bitcoin nuovi di zecca. Al contrario se i minatori spengono le proprie macchine, la difficoltà scende, lasciando via libera ai miner più efficienti.

Come si calcola l’hashrate?

L’hashrate di Bitcoin si può calcolare utilizzando i parametri della difficoltà della rete e il tempo medio di creazione degli ultimi blocchi. Questo numero, tuttavia, sarà una stima data l’elevata dinamicità di questo dato.

L’hashrate viene espresso in secondi e segue le seguenti notazioni:

  • KH/s (kilo): 1000 hash al secondo in migliaia
  • MH/s (mega): 1 000 000 hash al secondo in milioni di unità
  • GH/s (giga): 1 000 000 000 hash al secondo nell’ordine dei miliardi
  • TH/s (tera): 1 000 000 000 000 hash al secondo nell’ordine dei bilioni
  • PH/s (peta): 1 000 000 000 000 000 hash al secondo nell’ordine dei biliardi
  • EH/s (exa): 1 000 000 000 000 000 000 hash al secondo nell’ordine dei trilioni
  • ZH/s (zetta): 1 000 000 000 000 000 000 000 hash al secondo nell’ordine del triliardi
  • YH/s (yotta): 1 000 000 000 000 000 000 000 000 hash al secondo nell’ordine dei quadrilioni

Chi ha un nodo Bitcoin può farsi un’idea del livello dell’hashrate del network con il comando “getnetworkhashps”.

Se stai pensando quanti hash servono per minare un Bitcoin in un dato momento, la risposta dipenderà dalla difficoltà del mining in uno specifico momento. La difficulty, come visto sopra, si aggiorna ogni 2016 blocchi per mantenere l’emissione di nuovi Bitcoin stabilmente attorno ai 10 minuti.

Le mining pool mettono insieme la potenza di calcolo di svariati utenti proprio per ridurre la varianza dei pagamenti per i singoli miner, dal momento che è estremamente difficile raggiungere una percentuale significativa dell’hash power tale da estrarre bitcoin regolarmente per un singolo soggetto.

Quanto costa minare un bitcoin?

Il costo di creazione di un blocco della blockchain di Bitcoin e di conseguenza la creazione di nuovi bitcoin varia in base alla nazione in cui si mina. Ad esempio in Italia e in gran parte dell’Europa, l’alto costo dell’energia elettrica rende difficilmente sostenibile questa attivitò.

La maggior parte del mining si localizza nei paesi ricchi di energia, dove il costo è basso. Ad esempio, Kazakhistan, Russia, Butan, etc. 

Perché i bitcoin consumano molta energia?

Il mining di Bitcoin consuma energia perchè questa è l’unica variabile che può rendere sicura una infrastruttura monetaria dove non serve fare affidamento ad entità centrali. L’energia non si può creare dal nulla, ma è un elemento naturale che ha un costo.

Utilizzando l’energia per proteggere la rete, Bitcoin disincentiva i potenziali attaccanti perchè pone su di essi un costo. Maggiore è l’hashrate nella rete, maggiore sarà il costo necessario ad avere successo. Di conseguenza, l’attaccante sarà scoraggiato e Bitcoin può continuare ad operare in sicurezza, permettendo a chiunque di accedere alla sua infrastruttura monetaria aperta, incensurabile e globale.

Il fatto che quindi Bitcoin consumi energia è funzionale alla sua operatività e quindi a tutto ciò che ne deriva.

Diverse fonti (2) mettono a disposizioni dati aggiornati sul consumo della rete e la fonte dell’energia.

 

 

 

 

Riferimenti:

  1. Bitcoin Hashrate historical chart, https://bitinfocharts.com/comparison/bitcoin-hashrate.html
  2. Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index (CBECI), https://ccaf.io/cbnsi/cbeci

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