KYC Bitcoin: cos’è, come funziona, quando evitarlo

KYC Bitcoin e criptovalute: cos'è e come funziona

Questo è un articolo che non avrei mai voluto scrivere.

Tuttavia, c’è troppa inconsapevolezza in giro ed è quindi arrivato il momento di fare chiarezza sull’argomento KYC Bitcoin e criptovalute.

Andiamo quindi a vedere cos’è il KYC, cosa c’entra con Bitcoin e le varie crypto, perchè è inefficace e ti espone a diversi pericoli, ed infine come puoi evitarlo.

Cos’è il KYC

La sigla KYC significa Know Your Customer (tradotto: conosci il tuo cliente) e comprende un insieme di procedure che aziende e istituti finanziari devono implementare per operare legalmente nel loro mercato di riferimento.

Queste procedure comprendono delle attività volte ad identificare i clienti. In altre parole, le aziende devono sapere con chi fanno affari.

Nel mondo delle criptovalute, la maggior parte degli exchange (Binance, Kraken, Coinbase) sono tenuti a fare il KYC ai loro clienti prima di abilitarli all’utilizzo delle piattaforme.

Ora potresti chiederti: Qual’è il fine ultimo di queste procedure?

Lo scopo principale è quello di contrastare la criminalità e il money laundering, cioè il lavaggio di denaro sporco.

Insomma, è per il tuo bene.

Come funziona il KYC? E perchè è pericoloso ed inefficace?

Nel mondo delle criptovalute e del Bitcoin, il KYC serve a creare un collegamento tra l’identità di un soggetto  e le operazioni da lui effettuate.

All’atto pratico, chi vuole comprare o vendere criptovalute tramite un exchange, deve dimostrare la sua identità inviando una serie di documenti e superare delle verifiche. Di solito si tratta di:

  • Carta identità/passaporto
  • Proof of residence (documenti che dimostrano dove vivi)
  • Verifica biometrica/riconoscimento facciale
  • Source of revenues (documenti che mostrano  da dove hai preso quei soldi)

La verifica dell’identità su criptovalute e Bitcoin, per quanto apparentemente necessaria a proteggerci, in realtà nasconde diversi pericoli ed è anche completamente inefficace nel raggiungere i suoi scopi.

A dirla tutta, fa più danni che altro.

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5 motivi che rendono il KYC pericoloso ed inutile

Secondo alcune ricerce, le attività di KYC ed AML catturano lo %0.1 delle attività criminaliQuesti impietosi risultati dovrebbero essere sufficienti a smantellare l’intero carrozzone per manifesta inutilità.

Invece, assieme all’inefficacia, il KYC si porta dietro altre criticità:

  1. Distrugge la privacy: il KYC elimina il sacrosanto diritto degli individui di mantenere la privatezza e confidenzialità delle proprie decisioni finanziarie.
  2. Mette in pericolo: Le procedure di verifica dell’identità si svolgono principalmente online. Ogni volta che un exchange viene hackerato, dati e documenti vengono diffusi nel web senza possibilità di recuperarli. La conseguenza è un enorme numero di truffe e raggiri. Nei casi peggiori, si mette anche in pericolo l’incolumità delle persone.
  3. Aumenta i costi: Per rispettare le procedure del KYC, le aziende comprano software e assumono personale. Questi costi vengono infine trasferiti al cliente. Secondo alcune stime, il KYC incide per il 2% sul costo finale del prodotto. Senza contare la perdita di tempo prezioso per assecondare i vari procedimeti.
  4. Discrimina: Il KYC nega l’accesso al mondo finanziario a tutti coloro che non possono (o non vogliono) ottemperare a queste procedure.
  5. Crea un sistema di sorveglianza di massa: Associando un’identità a tutti i movimenti di denaro, si crea un sistema capace di controllare, monitorare e giudicare ogni singola transazione. L’opposto di una società aperta e libera.

KYC e Bitcoin: un pericoloso legame

L’aspetto cruciale da valutare è questo:

Comprare criptovalute facendo KYC comporta la creazione di un legame indelebile tra il soggetto che si identifica e le successive transazioni.

Infatti, nel mondo delle criptovalute (e specialmente Bitcoin) tutte le transazioni sono registrate sulla blockchain, ovvero un registro trasparente, immutabile e accessibile a chiunque.

Di conseguenza, chi ti ha identificato (o chi entra in possesso di quei dati) potrà conoscere ogni movimentazione dei tuoi fondi. In un certo senso è come pubblicare su internet il tuo estratto conto bancario quotidianamente.

Pubblicare queste informazioni può essere fastidioso o può essere pericoloso. Dipende da chi sei, dove vivi e cosa fai.

Pertanto, dovresti valutare bene questi aspetti (o quantomeno esserne consapevole) e muoverti di conseguenza.

Se usi Bitcoin, diventa essenziale capire le logiche di tracciabilità delle transazioni (che, se hai voglia e tempo, puoi approfondire nell’articolo sul modello UTXO delle transazioni Bitcoin).

Detto questo, si può evitare il KYC sugli acquisti di bitcoin?

Si.

Come evitare il KYC su bitcoin

Piccola premessa:

Per fare trading di bitcoin o criptovalute dovrai fare KYC e accettare le regole del gioco. Alla tua privacy non puoi che pensarci in un secondo momento.

Invece, se ti interessa ottenere dei Bitcoin tutelando la tua privacy, esistono diversi metodi che garantiscono diversi gradi di protezione. Puoi approfondire i migliori metodi leggendoti gli articoli pubblicati su CheckpointBitcoin:

Comprare Bitcoin anonimamente: guida completa

Comprare Bitcoin senza KYC: Piattaforme consigliate

Siamo al finale. Come vedi ci sono diverse considerazioni da fare quando si tratta di KYC e Bitcoin. L’importante, come sempre, è essere consapevoli di cosa si sta facendo.

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