Veniamo frequentemente contattati da persone vittime di truffa o incappate in qualche raggiro.
In questo articolo facciamo tesoro delle decine di esperienze raccolte, e spieghiamo come riconoscere le truffe Bitcoin e come comportarsi a riguardo.
Se ritieni di essere stato truffato e ti serve aiuto, contattaci.
Perché le truffe Bitcoin sono in aumento in Italia

L’adozione delle criptovalute sta crescendo rapidamente e con essa l’accettazione sociale e culturale.
Più persone iniziano a interessarsi alle criptovalute, più aumentano i potenziali bersagli per i truffatori.
La natura tecnica della materia può confondere chi non ha familiarità con concetti come wallet, blockchain o exchange.
I truffatori sfruttano questa confusione per presentarsi come esperti e convincere le persone a fidarsi di loro.
In aggiunta, è sempre presente il desiderio delle persone di riuscire a guadagnare ingenti somme.
Purtroppo, le autorità faticano ancora ad intercettare i truffatori ed evitare i raggiri, perciò è bene capire come riconoscere le truffe e cosa fare a riguardo.
Tipi di truffe Bitcoin più comuni
Ecco le truffe più frequenti che abbiamo visto in questi anni, verso gli italiani interessati alle criptovalute.
1. Conti Bitcoin Bloccati
Questa truffa è una delle più diffuse, e purtroppo quella con cui veniamo contattati più spesso da malcapitati che cercano aiuto.
Il raggiro inizia con un semplice contatto, via telefono o mail, che avvisa di un presunto conto Bitcoin “bloccato” a nome della vittima.
La truffa è solitamente portata avanti da persone con nomi stranieri e cariche altisonanti per sembrare autorevoli agli occhi delle vittime.
Il truffatore spiega che per recuperare i fondi bitcoin è necessario pagare una commissione o fornire dati personali.
La realtà è semplice: nessuno ti regala niente. Nessuno crea conti Bitcoin a nome di altre persone e nessuno regala criptovalute a sconosciuti.
2. Truffe di Trading Online
Tra le truffe più diffuse legate alle criptovalute c’è quella del finto trading online.
Come segnalato dalla Consob, questi raggiri sfruttano piattaforme non autorizzate che promettono guadagni facili grazie al “trading automatico”.
Il meccanismo è sempre lo stesso:
- La vittima viene invitata ad investire una piccola somma iniziale.
- La piattaforma mostra grafici e rendimenti fasulli per convincere a depositare altre somme sempre più grandi.
- Quando l’utente cerca di prelevare i fondi, scopre che non è possibile o viene richiesto un nuovo pagamento come “commissione di sblocco”.
In realtà, non esiste alcun trading: i soldi finiscono direttamente nelle tasche dei truffatori.
3. Phishing e finti operatori
Il phishing nel mondo crypto funziona dissimulando aziende legittime e ingannando le persone, inducendole in errori.
I truffatori inviano email o SMS che sembrano provenire da exchange famosi, chiedendo di “verificare l’account” o “aggiornare i dati dei dispositivi”.

Alcuni criminali si spingono oltre e telefonano fingendosi operatori di assistenza. Usano un tono professionale e conoscono alcuni dettagli personali della vittima per sembrare credibili.
Segnali tipici di phishing:
- Email urgenti: Messaggi che richiedono azioni immediate per “salvare l’account”
- Domini sospetti: Indirizzi come “binence.com” invece di “binance.com”
- Richieste telefoniche: Nessun exchange legittimo chiama per chiedere password o codici
3. Schemi ponzi e piramidali
Uno schema Ponzi promette rendimenti elevati e costanti, ma paga gli investitori precedenti con i soldi di quelli nuovi. Quando non arrivano più nuovi utenti, il sistema crolla.
Gli schemi piramidali aggiungono un elemento: chiedono di reclutare altre persone.
Chi porta più “investitori” riceve commissioni maggiori. Entrambi i sistemi sono insostenibili e illegali.
Nella nostra esperienza, tali schemi sono frequenti e promettono anche il 20% di rendimento mensile “garantito” investendo in cripto-asset. Cifre folli.
4. Deepfake con Testimonial
I deepfake sono video o audio creati con intelligenza artificiale per far sembrare che una persona famosa stia dicendo qualcosa che non ha mai detto.
I truffatori li usano per creare false pubblicità con celebrità italiane che promuovono investimenti in cripto-asset.
Questi video sembrano reali ma sono completamente falsi e spesso vengono diffusi sui social media con titoli accattivanti.
5. Rug Pull
Le Initial Coin Offering (ICO) permettono a nuovi progetti crypto di raccogliere fondi vendendo token. La finanza decentralizzata (DeFi) offre servizi finanziari senza banche tradizionali.
Un “rug pull” accade quando gli sviluppatori di un progetto raccolgono i soldi degli speculatori e poi spariscono. Il progetto viene abbandonato e i token perdono tutto il loro valore.
6. Romance scam e ricatti
Le truffe romantiche iniziano su app di incontri o social media.
Il truffatore costruisce una relazione emotiva per mesi, poi chiede aiuto finanziario o propone “investimenti sicuri” in cripto-asset.
I ricatti (sextortion) funzionano diversamente: i criminali minacciano di pubblicare foto o video compromettenti se la vittima non paga in criptovalute.
Spesso queste minacce sono false, ma causano comunque panico.
7. Cloud Mining
Il mining di criptovalute richiede computer potenti e molta elettricità. Il cloud mining propone di fare questo lavoro per l’utente: paghi una quota iniziale e ricevi una parte dei fondi minati.
La stragrande maggioranza dei servizi di cloud mining sono degli imbrogli conclamati.
Raccolgono i pagamenti iniziali dopo qualche settimana o mese, il sito sparisce insieme ai soldi dei malcapitati.
Segnali per riconoscere una truffa
Questi segnali d’allarme indicano un possibile scam.
1. Promesse di rendimenti garantiti
Nessun investimento può garantire profitti. I mercati finanziari, incluso quello dei crypto-asset, sono volatili e imprevedibili. Chi garantisce guadagni del 10%, 20% o 50% al mese sta mentendo.
I raggiri spesso usano frasi come “investimento senza rischi” o “guadagni garantiti”. Nella realtà, maggiore è il rendimento promesso, maggiore è il rischio.
2. Urgenza o pressione ad agire
I truffatori creano false scadenze per impedire alle vittime di riflettere. Frasi tipiche includono “solo per oggi”, “ultimi posti disponibili” o “l’offerta scade a mezzanotte”.
Le opportunità di investimento legittime non richiedono decisioni immediate. Anzi, gli investitori esperti si prendono sempre tempo per valutare.
3. Richiesta della Seed Phrase o dati sensibili
La seed phrase è una sequenza di 12 o 24 parole che controlla completamente un portafoglio di criptovalute. Chi conosce queste parole può impossessarsi di tutti i fondi senza permesso.
Nessun servizio legittimo chiede mai la seed phrase.
4. Domini fasulli e sospetti
I siti scam spesso presentano errori evidenti:
- Domini simili: “blockchain.co” invece di “blockchain.com”
- Errori di scrittura: Testi pieni di errori grammaticali
- Grafica scadente: Loghi pixelati o layout disordinati
5. Testimonial non verificabili
Le recensioni false sono comuni nelle truffe crypto. I truffatori usano foto stock, nomi inventati e storie generiche per creare credibilità falsa.
Le testimonianze vere includono nomi completi, foto reali e dettagli specifici.
È possibile verificarle cercando la persona sui social media o su Google.
Cosa fare se pensi di essere stato truffato
Agire rapidamente è la cosa più importante e può limitare i danni.
1. Blocca pagamenti e cambia password
Contatta immediatamente la banca per bloccare carte e conti correnti. Se necessario, cambia le password di tutti gli account collegati, iniziando da email e servizi finanziari.
Se hai condiviso la seed phrase, trasferisci immediatamente le tue crypto su un nuovo portafoglio con una seed phrase nuova.
2. Raccogli prove
Documenta tutto quello che è successo:
- Screenshot di conversazioni e siti web
- Email e messaggi ricevuti
- Ricevute di pagamenti e transazioni
- Indirizzi utilizzati
Per importi elevati, considera di consultare uno studio specializzato che possa aiutarti a tracciare le transazioni.
3. Segnala alla Polizia Postale
La Polizia Postale italiana gestisce i crimini informatici, incluse le truffe crypto. La denuncia va presentata con tutta la documentazione raccolta.
La segnalazione aiuta le autorità a tracciare i criminali e può essere utile per eventuali recuperi.
4. Contatta l’exchange o la banca
Se hai usato un exchange per comprare criptovalute o una banca per inviare denaro, contattali subito. Alcuni exchange collaborano con le autorità per bloccare fondi sospetti.
Le banche possono tentare di fermare bonifici ancora in elaborazione o avviare procedure di chargeback per pagamenti con carta.
Ti serve aiuto?
Se hai subito una truffa, agire tempestivamente e con l’aiuto di esperti è fondamentale.
Checkpoint Bitcoin è in contatto con esperti fidati che hanno già aiutato decine di persone a recuperare il capitale o quantomeno a fare chiarezza ed eliminare false speranze e potenziali grane legali.
Se vuoi parlarne, contattataci subito.
FAQ sulle truffe Bitcoin in Italia
Quanto costa un’analisi blockchain per rintracciare capitali rubati?
I servizi professionali di analisi blockchain ed eventuali azioni correlate, possono costare migliaia di euro a seconda delle circostanze.
Per questo, talvolta non vale la pena agire. Tuttavia, alcuni studi specialistici offrono una prima consulenza gratuita per valutare la fattibilità e la probabilità di successo di una eventuale azione legale.
È possibile recuperare capitali inviati a un truffatore?
Il recupero di capitali (in crypto o in euro) è possibile solo se il truffatore viene identificato ed i fondi recuperati, spesso tramite azioni legali e class action.
Le transazioni in criptovalute sono irreversibili. Una volta confermata sulla blockchain, una transazione non può essere annullata.
Come faccio a sapere se ho un conto Bitcoin a mio nome?
Nessuno può creare un conto Bitcoin a nome di un’altra persona. Questa è una nota truffa. Se ricevi messaggi simili relativi a presunti conti a tuo nome, si tratta di una truffa.
Quali autorità italiane si occupano delle truffe con criptovalute?
La Polizia Postale gestisce i crimini informatici incluse le truffe crypto. L’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) monitora transazioni sospette, mentre la Guardia di Finanza può intervenire per frodi fiscali legate alle criptovalute.
Bitcoin stesso è una truffa o è legale in Italia?
Bitcoin è completamente legale in Italia e riconosciuto come strumento finanziario innovativo.
Le truffe riguardano l’uso fraudolento di Bitcoin da parte di criminali, non la tecnologia stessa che è assolutamente rivoluzionaria e trasparente.

